GOODE Carbon 95

All mountain performance.
Di Paolo Pagliacci - Inserimento: Marzo 2009





E’ difficile descrivere la sensazione che si prova nel dirigere sci così leggeri,
impossibile paragonarli agli sci costruiti con materiali tradizionali perché cambia il metro di paragone:
leggerezza, versatilità, facilità di curva, conduzione, galleggiamento sono tutti da raccontare in maniera a sé.
In questa review non tenterò improbabili confronti, mi limiterò a descrivere semplicemente “come vanno”,
cercando di trasferirvi non solo le impressioni, ma soprattutto le sensazioni provate.

Goode propone una vasta gamma di “attrezzi”, come si chiamano in gergo, molti dei quali abbiamo provato e testato.
La mia scelta è andata su questo modello dalle linee tradizionali, non twin tip, sufficientemente largo per galleggiare:
il Carbon 95 182 cm. Ecco una tabella con i dati tecnici anche delle altre misure.




Ovviamente, la prima impressione forte data dal peso, pari alla metà rispetto ad uno sci tradizionale, cosa che si apprezza specialmente quando si vuole scegliere uno sci “largo”, adatto al freeride.

La serie Carbon propone però ben sette modelli che prendono ognuno il nome dalla larghezza al centro, da 64 a 116 mm. Per uno sciatore come me, abituato a sciare con waist superiore 9 cm e lunghezze sopra 180, la scelta è ricaduta su questa versione intermedia, sufficientemente ma non esagerata, con l’intento di avere uno sci per tutte le occasioni, orientato anche al backcountry o lunghe escursioni scialpinistiche.

Per lo sciatore che non è disposto a sacrificare le performance in discesa questo sci è la vera soluzione. Mai più sci da 7-8 kg, pesanti da sollevare, oppressivi sullo zaino e faticosi da trascinare con le pelli di foca. Con il Carbon 95 si possono avere tutte le doti di uno sci largo, senza il fardello del peso, si possono montare i più sicuri attacchi da freeride ed avere comunque sotto i piedi un peso inferiore di quegli sci, stretti e con strutture e spessori ridotti, usati nello scialpinismo tradizionale.

Ma veniamo a ciò che interessa di più: “come vanno” questi sci in carbonio.
Gli sci provati montano attacchi Naxo NX22 del peso di 2250 g il paio; sci e attacchi pesano in tutto 4780 g, dei quali il 65% circa è localizzato al centro. I cambi sono più rapidi e i movimenti più reattivi. La sensazione è difficile da descrivere, ma potrei riassumerla in un’unica parola: agilità!

AGILITA’
Ci si sente leggeri, in grado di recuperare gli sci ad ogni piccolo sbandamento. Direi che i Carbon 95 perdonano tutto: in un attimo ci si riprende da un’imbardata, si recupera da una derapata, se ci si scompone è facile riallineare gli sci. Sono di una facilità estrema, in tutte le condizioni. Questa è l’impressione che si ha prima volta, e non viene mai smentita in seguito. Dopo averli usati una ventina di giorni, su tutti i tipi di neve, sia in pista che fuori, salendo con sci legati in zaino o con le pelli di foca posso dire che sono stati una vera scoperta.

CONDUZIONE
Sono decisamente portanti e, seppur abbastanza larghi, in pista sembrano dei normali sci all-mountain: grande tenuta, capacità di disegnare le curve, ottima risposta in velocità. Hanno una sciancratura di tutto rispetto che consente un raggio di curva relativamente stretto (27 m).

GALLEGGIAMENTO
Nell’era degli sci super fat i 95 mm del Carbon 95 potrebbero sembrare pochi. Tuttavia le sue doti di galleggiamento si apprezzano se si ha il coraggio di lanciarli. In velocità cominciano a planare, sono molto stabili a dispetto di quanto si potrebbe pensare. Non sono loro a comandare le curve, ma lo sciatore.

VERSATILITA’
Questa è la caratteristica che li rende adatti a tutte le condizioni. Seppur leggeri sono sufficientemente rigidi da solcare le nevi dure, non sfondano quelle pesanti, sono facili da recuperare sulle nevi con poca tenuta. Sulla polvere basta disegnare linee più lunghe e la velocità consente subito di galleggiare. Sul tracciato e sullo sconnesso assorbono bene le vibrazioni, senza affaticare le gambe. Non tritano tutto come i pesanti sci da freeride che usavo prima, ma matengono comunque un buon potere ammortizzante.
Usati in salita sono una vera liberazione dalla schiavitù sopportata per anni: legarli sullo zaino è facilissimo, si sollevano con una sola mano, la coda tradizionale è facile da infilare nelle fibbie, il peso ridotto e concentrato nel centro bilancia lo zaino e non fa perdere l’equilibrio mentre si cammina.
La punta rivestita in plastica è compatibile con i comuni puntali delle pelli di foca. Nella scelta di queste si consiglia un paio da 100 mm, naturalmente sciancrate, che è più che sufficiente per garantire la presa lungo buona parte della lunghezza. Meglio se semisintetiche per non penalizzare la scorrevolezza (sono pur sempre sci da 95 mm, una buona superficie di attrito). Nelle svolte si apprezza non poco il minimo peso dello sci, consentendo cambi di direzione rapidi e sicuri. In salita, insomma, sono degli sci da competizione, con i quali farete invidia a tutti i vostri compagni.

CONFRONTO: VISION 96 - CARBON 95
Avendo provato entrambi questi modelli in carbonio ed essendo recensiti tutti e due in questo sito posso riferire le mie impressioni.
Il Vision 96, modello twin tip, ha una sciancratura appena più generosa che, sommata alla minor lunghezza di corsa (la parte a contatto col terreno) riduce il raggio di curva a 25 m (due in meno, calcolata sulle rispettive lunghezze 185 cm il Vision e 182 il Carbon). Ciò lo rende ancora più agile e il galleggiamento è facilitato dalla coda rialzata, che lo fa sollevare più facilmente.
Il Carbon 95, invece, si comporta più come uno sci tradizionale, specie nella conduzione, ed è molto più pratico per l’utilizzo escursionistico (si infila meglio nelle fibbie dello zaino ed è più facile montarci le pelli potendolo infilare nella neve). La scelta per l’uno o per l’altro è puramente soggettiva, a seconda di come piace sciare, ma per entrambi vale la medesima considerazione finale: il costo non è proprio “abbordabile”, ma l’estrema versatilità e maneggevolezza del Carbon 95 e del Vision 96 li candida a diventare il vostro SCI UNICO. Vi assicuro che una volta provato uno sci in carbonio è difficile tornare indietro. Se questo va bene in tutte le condizioni perché tenersi un armamentario in cantina, buono solo a far venire mille dubbi su quale sci portarsi dietro?







Paolo in azone con i Carbon 95. Foto: Filippo Campanile.






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